Studio sulle abitudini di sonno nei lattanti

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Studio sulle abitudini di sonno nei lattanti

La Morte Improvvisa e Inaspettata del Lattante (SUID) è la principale causa di morte sotto i 12 mesi nei Paesi Industrializzati, escludendo il periodo perinatale. Al fine di ridurre al minimo il rischio sulla base delle evidenze epidemiologiche viene consigliata la posizione supina nel sonno (unica corretta) e vengono promossi alcuni comportamenti protettivi come l’allattamento al seno, la condivisione della stanza dei genitori, la scelta di un letto idoneo per l’età, il divieto del bedsharing, in particolare in alcune situazioni (ad esempio se il lattante è nato pretermine, se i genitori sono fumatori oppure fanno uso di farmaci che possono alterare la reattività).

Il Centro di Medicina del Sonno in età pediatrica e della SIDS dell’Ospedale Infantile Regina Margherita ha aderito ad uno studio multicentrico promosso dal Ministero della Salute giapponese in collaborazione con L’Università di Mie (Giappone) e con l’Ospedale Universitario Reine Fabiola di Bruxelles (Belgio) che si propone di analizzare le abitudini di sonno dei lattanti nel primo anno di vita in realtà socioculturali diverse, al fine di indirizzare di conseguenza le raccomandazioni ai genitori.  

Partendo da questa esperienza che si proponeva di valutare solo alcuni aspetti del sonno del lattante a livello internazionale, si è sentita l’esigenza di fotografare in modo più preciso e mirato la realtà piemontese rispetto all’argomento.

A questo proposito l’esperienza clinica decennale del Centro di riferimento regionale per la SIDS ha evidenziato come spesso durante il colloquio con i genitori i comportamenti errati rispetto alle abitudini di sonno del lattante non emergono in modo sufficientemente realistico e dettagliato e di conseguenza i messaggi correttivi del medico rischiano di non essere mirati ed efficaci.

A questa difficoltà si aggiunge il fatto che i neogenitori sono bombardati, rispetto alle norme per il sonno sicuro del lattante, da messaggi contraddittori e pericolosi provenienti da media ed altri mezzi di informazione non ufficiali con un conseguente grave aumento dei rischi per i loro bambini.

Viste queste premesse si è deciso di ampliare il questionario inizialmente proposto dall’Università di Mie con ulteriori domande e di integrarlo con illustrazioni al fine di ottenere un quadro il più preciso e veritiero possibile riguardo le abitudini di sonno dei lattanti.

Il questionario così ottenuto prevede complessivamente 25 domande, suddivise in ulteriori sotto-domande, focalizzate sui seguenti aspetti:

  • dati anamnestici rispetto a gravidanza, peso alla nascita e alimentazione
  • ambiente e tipo di superficie scelta per il sonno del bambino
  • effetti letterecci
  • sonno condiviso
  • posizione nel sonno
  • motivi di alcuni comportamenti adottati dai genitori
  • caratteristiche socioculturali dei genitori ed eventuali informazioni ricevute in precedenza sul sonno sicuro del lattante.

Il questionario sarà inizialmente proposto a genitori di bambini di età compresa fra 0 e 12 mesi che afferiscono all’Ospedale Infantile Regina Margherita per lo screening ecografico della displasia congenita dell’anca, previa firma dell’apposito modulo di consenso informato. L’obiettivo è di raccogliere almeno 500 questionari durante un periodo sperimentale di un anno.

In seguito all’esperienza in loco si valuterà se, con eventuali modifiche, il questionario possa essere proposto come modello da impiegare su una scala più ampia, regionale ed eventualmente nazionale, al fine di ottenere informazioni epidemiologicamente significative che permettano di migliorare la prevenzione sui fattori di rischio considerati erroneamente poco diffusi al giorno d’oggi e sulle abitudini non avvertite come pericolose dai genitori.

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