“Come un sasso nell’acqua” Il lutto perinatale e le sue ripercussioni sul sistema familiare.

come-un-sasso-nell’acqua

“Come un sasso nell’acqua” Il lutto perinatale e le sue ripercussioni sul sistema familiare.

Con il termine di perdita perinatale si fa riferimento alla morte che avviene nell’utero, durante la nascita o nella prima settimana dopo il parto. Il lutto di cui fanno esperienza la madre, il padre e i membri della famiglia viene definito diseredato, perché socialmente non riconosciuto (tanto più è precoce, tanto meno riesce a essere espresso). Invece, come un sasso gettato nell’acqua ne increspa la superficie formando cerchi concentrici, così il dolore della perdita perinatale si espande, a partire dal ventre materno fino a toccare tutti gli attori coinvolti.

Gli studi riportati dalla letteratura affermano che perdere il proprio figlio in utero, durante il parto o nei primi giorni di vita può portare non solo la madre e il padre, ma anche altri membri della famiglia a non riuscire a gestire il dolore, a chiudersi nel proprio lutto e anche a sviluppare una psicopatologia.

La ricerca che stiamo conducendo si propone di conoscere la realtà italiana, di attuare un confronto con la letteratura internazionale e di proporre un eventuale intervento. Nasce dalla collaborazione fra il Dipartimento di Psicologia di Torino (Prof.ssa Gabriella Gandino) e l’ambulatorio di Psicologia Clinica del Presidio Ospedaliero Ostetrico Ginecologico Sant’Anna (Prof. Luca Ostacoli). 

In particolare, lo scopo è indagare le conseguenze psicologiche della perdita perinatale sui genitori e sui nonni, con attenzione all’esplorazione dei pensieri e dei sentimenti inerenti al lutto e alla valutazione di un ampio spettro di psicopatologie, in particolare la sintomatologia correlata allo stress. Si occupa inoltre di valutare il livello di benessere e la capacità di elaborazione del lutto a sei mesi dalla perdita.

La ricerca, implicitamente, contrasta l’idea che la perdita perinatale sia un evento che possieda effetti solo sulla madre e ambisce a creare uno spazio in grado di connettere la donna e i suoi familiari, aprendo la possibilità di parola e rendendo lecita l’espressione del dolore al partner e ai nonni. Coinvolgere i familiari permette di diminuire la zona d’ombra e di solitudine all’interno della quale ciascun membro della famiglia tende a collocarsi, e apre uno spazio al dialogo, alla connessione e alla condivisione della sofferenza.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: