Mi chiamo Floriana e sono la mamma di Fabio che ci ha lasciato il 4 dicembre 2001 dopo averci fatto vivere 4 mesi e 6 giorni di pura gioia.

Di quel periodo passato con lui ho tantissimi bei ricordi, i suoi occhioni che mi cercavano ovunque andassi, i suoi pianti che si placavano solo quando era tra le mie braccia, le sue facce buffe, i suoi sorrisi che mi aprivano il cuore, piangeva come un matto se aveva fame o se aveva voglia di stare con me,  mi piace pensare che lui lo sapesse del poco tempo che aveva e quindi volesse passarlo con me.

Il 3 dicembre 2001 dopo l’ultima poppata intorno alle 22.30 e dopo un oretta passata soli …. io e lui,  si addormentò e lo misi nella sua culla, mi sono addormentata anche io  profondamente, e alle 6 del mattino fui svegliata da mio marito che mi diceva “Fabio ha qualcosa che non va”, ricordo il suo corpo immobile, e capii fin da subito che non c’era più nulla da fare, ma lo presi in braccio chiamai il 118 e segui tutte le loro indicazioni .

Lo appoggiai sul tavolo e iniziai a fare la respirazione e massaggio cardiaco, avevo il telefono appoggiato all’orecchio, la signora con tono dolce ma deciso mi  diceva di non mollare di continuare, io che massaggiavo e gli soffiavo con tutta me stessa nell’attesa dell’ambulanza che arrivò in tre minuti ma a me sembrarono secoli.

Appena arrivarono i soccorsi , il dottore mi fece spostare con gentilezza e gli fecero tutto quello che si potesse fare ma io sapevo  che Fabio ormai non c’era più, e nulla me lo avrebbe portato indietro, mi sono sentita  derubata della parte più profonda di me, sentendomi cosi completamente svuotata.

Ho ricordi molto confusi dei giorni successivi, e dei mesi che passarono, il mio pensiero era fisso li…com’è potuto succedere? Perché non ero sveglia? E tante altre domande che mi assillavano la mente.

Avevo altri due bimbi Andrea che all’epoca aveva 7 anni e Alessia di 18 mesi, per loro dovevo continuare a sopravvivere, ricordo che ho voluto festeggiare il Natale per loro, ho voluto fare l’albero, i regali e il pranzo , per loro dovevo andare avanti, dovevo trovare la forza per farlo, dovevo sopravvivere e mi chiedevo se questo potesse  essere possibile, i miei figli avevano bisogno della loro mamma, e avevano bisogno di vedermi sorridere.  Ma continuavo a chiedermi se Avrei mai potuto tornare a sorridere e a vivere?

Ho capito allora che era arrivato il momento di farmi aiutare, non solo dalla mia famiglia che è stata presente dai primi momenti, ma anche da un  medico che si è  subito  messo in contatto con me.

In quel periodo non c’era ancora il centro SIDS nella mia Regione o comunque era appena nato, all’epoca internet non era presente in tutte le case, quindi non ho potuto mettermi in contatto con nessuna associazione, non ho potuto confrontarmi con mamme a cui era successo, ero sola e dovevo uscire da questo buco nero in cui ero caduta.

Piano piano, con il grande mio amore verso i miei figli, i miei famigliari che mi hanno supportata sempre,  ho iniziato a vedere una lucina, fioca ma la vedevo, e senza avere fretta,  con i tempi di cui avevo bisogno   ho riniziato a vivere, si perché  credimi, si può tornare a vivere, si può tornare a sorridere, sempre con Fabio dentro di me.

Da fine febbraio 2016 con un gruppo di mamme abbiamo fondato questa associazione, questo mi fa sentire ancora più vicina a Fabio, mi piace pensare che passo del tempo con lui, certo non lo accompagno a calcio o a scuola o a fare shopping,  ma passo del tempo per lui e con lui, e nel mio piccolo cerco di stare vicino alle nuove famiglie colpite,  cerchiamo di divulgare la prevenzione per far si che le famiglie colpite siano sempre meno.

Un grande abbraccio a te che dopo aver letto la mia storia ti asciughi le lacrime pensando di non potercela fare.

Fabio 28/07/2001 – 04/12/2001 Torino